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Ciao sono Rita, ho 4 figli, 3 nipotini, amo cucinare, riciclare e condividere le mie preparazioni

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lunedì 28 settembre 2015

Crocchette di patate "cazzilli palermitani"

Dorate, croccanti fuori e soffici dentro, non resiste nessuno, nè grandi nè piccini!
Non ci crederete ma io mi trattengo dal prepararle perchè una volta in tavola  non riesco più a fermarmi ed è già tanto che mi impedisca di mangiarle mentre le friggo....

Questa è la versione casalinga poichè le crocchette, altrimenti dette " cazzilli" nella zona del palermitano, fanno parte della più antica tradizione dello street food. Hanno una forma  poco più sottile ed appuntita e sono uno dei cibi più prelibati che potreste mangiare qui a Palermo, sia per strada che nelle rosticcerie.
Le ricette sono leggermente diverse poichè in alcune non è previsto l'utilizzo delle uova, ma il risultato, a parer mio è uguale, anzi con le uova risultano ancora più soffici.

Ingredienti per circa 30 crocchette:

1 kg di patate, preferibilmente farinose
2 uova intere
100 gr di pecorino grattugiato se preferite un sapore più deciso, in caso contrario utilizzate grana grattugiato
prezzemolo
sale pepe
erba cipollina  (facoltativo)
farina preferibilmente di semola rimacinata
olio di semi di arachidi

Procedimento:

L'impasto delle crocchette va preparato anzitempo in quanto ha bisogno di riposare per " asciugare un po'" in caso contrario si rischia che esse si aprano durante la frittura.

Lavare bene le patate, porle in una pentola con dell'acqua fredda e poco sale e farle lessare
Sbucciarle mentre sono ancora calde e schiacciarle
Aggiungere alle patate, le uova, il prezzemolo, il formaggio, l'erba cipollina ( se gradita) sale e pepe
Riporre la ciotola in luogo fresco o in frigo per almeno 3 o 4 ore.

Formare dei cilindri di circa 3/4 cm di lunghezza e di 2 cm
di spessore
Cercare di dare una forma omogenea a tutte le crocchette
Passarle nella farina e friggerle, poche per volta,  in un piccolo padellino antiaderente con abbondante olio di semi di arachidi bollente.
Riporle su carta assorbente o carta da pane per perdere l'unto in eccesso, servire calde.
A me piacciono calde ma molti le amano fredde, anzi qualcuno sostiene che il giorno dopo sono ancora più buone.